Intervista a Fabrizio D’Agostino Rettore del Comune di Castell’Alfero : tra orgoglio, lavoro di squadra e nuovi obiettivi per il Palio
Come giudica questa annata di Palio per Castell’Alfero?
Il Palio purtroppo non è andato come ci aspettavamo, nonostante avessimo un grande fantino che ha dato ulteriore valore alla nostra presenza. Tuttavia considero l’annata positiva: abbiamo portato a casa un premio prestigioso grazie a una sfilata importantissima, anche per la ricorrenza dei 750 anni. Questa vittoria ha compensato in parte il risultato della corsa, che naturalmente attendevamo con grande speranza.
Nonostante il risultato della corsa, Castell’Alfero resta tra i comuni più rilevanti del Palio. Come vede questa posizione, anche in rapporto a borghi e rioni?
Non amo fare classifiche. Penso che tutti diano il massimo con le risorse che hanno. Noi abbiamo iniziato un progetto sette anni fa e credo che stiamo crescendo di anno in anno. I risultati lo confermano. La scelta di Francesco Caria è stata condivisa da tutti e ci ha dato molto. Purtroppo, un problema al cavallo sorto la notte prima della corsa ci ha impedito di rispettare le aspettative. Ma ci siamo, vogliamo esserci e siamo già pronti per il prossimo Palio.
La vittoria della sfilata è arrivata dopo un lungo lavoro. Come avete preparato questo risultato?
Era uno degli obiettivi principali dell’anno. Lavoravamo alla sfilata già da un anno: avevamo due possibili temi e, al momento della scelta, abbiamo puntato su quello che poi si è rivelato vincente. La creazione delle maschere è stata una sfida importante per un nostro collaboratore che ha curato l’aspetto artistico. Sapevamo che era un tema d’impatto che andava gestito con precisione assoluta. Quando ho visto la sfilata e sentito i consensi del pubblico, ho capito che potevamo davvero vincere. E così è stato, proprio nel giorno in cui la nostra batteria di corsa non era andata come speravamo. Questo risultato ha ridato entusiasmo a tutto il gruppo.
Questa vittoria può essere un punto di crescita per il comitato?
Ne sono certo. Ha portato enorme entusiasmo. Lo abbiamo percepito anche dalle parole del sindaco di Asti e di altre figure del mondo del Palio. In un comitato c’è chi si dedica alla corsa, chi alla sfilata, chi agli sbandieratori o alla bancarella. Noi stiamo crescendo in ogni ambito e speriamo che questo successo porti altri risultati.
Castell’Alfero è un comune: vi sentite orgogliosi di esservi imposti anche contro realtà con organici più grandi?
Non guardo alla divisione tra Comuni, Borghi e Rioni. Sono sicuro che ci siano comitati più strutturati del nostro, soprattutto sul piano artistico, e altri con una storia più lunga. Ma quest’anno il nostro gruppo ha lavorato tre o quattro sere a settimana per un anno intero. Questo impegno è stato premiato.
Sei stato riconfermato rettore per i prossimi tre anni. Quali sono gli obiettivi di questo nuovo mandato?
La volontà è quella di continuare con il gruppo attuale. L’obiettivo è fare bene in tutti gli ambiti e tornare a festeggiare il prima possibile. Sappiamo però che nella corsa basta un piccolo imprevisto perché tutto cambi. Speriamo che presto tutto fili per il verso giusto.
Confermerete Francesco Caria come fantino?
Stiamo valutando. Francesco per noi è uno dei nostri: massimo rispetto sia umano sia professionale. Ci sentiamo spesso e ci incontreremo a breve. La volontà, sia nostra che sua, è quella di fare bene. Speriamo di poter proseguire insieme.
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